Doppia lente della Corte dei Conti sull’Arif. A giudizio l’ex direttore Taurino

BARI – L’ultimo stanziamento in favore dell’Arif, da parte della Regione Puglia, risale a pochi mesi fa: 5 milioni di euro sono serviti per coprire il buco nei conti che impediva persino di pagare gli stipendi. La storia si ripete, identica, da anni. Il punto, però, come più volte riferito da TeleramaNews, è che quei conti in rosso sono passati al setaccio dai magistrati contabili regionali. Ormai da tempo la Corte dei Conti è concentrata a verificare, voce per voce, tutte le spese quantomeno sospette, affrontate dall’agenzia nel corso degli ultimi anni. Benefit, trasferte super pagate, compensi extra, insomma stipendi gonfiati: è su questo che i magistrati indagano senza sosta ormai da tempo. Il sospetto è che questi emolumenti lievitati, corrisposti negli anni passati agli ex forestali – un tempo ne erano 1200 in tutto – abbiano creato delle crepe nei conti tali da profilare l’ipotesi di danno erariale. Nulla di più è possibile conoscere per il momento, del resto l’indagine è nel vivo.

Ma c’è un secondo filone di indagine, riguardante l’Arif, che ormai, invece, si sta avviando alla conclusione. E’ quello che riguarda l’ex direttore generale dell’Agenzia, Giuseppe Taurino. L’udienza si è tenuta pochi giorni fa, Taurino è comparso davanti ai magistrati contabili per rendere conto di alcune scelte operate all’epoca del suo mandato, interrotto dal governatore Emiliano con il commissariamento dell’Arif stessa.

A Taurino la Corte dei Conti contesta una serie di incarichi affidati senza gara pubblica. Secondo il viceprocuratore generale che ha coordinato le indagini, Grasso, quelle consulenze sono illegittime. Si tratta di incarichi esterni affidati da Taurino a tre avvocati, un consulente per la sicurezza e un consulente per il bilancio per un totale di 80mila euro. Per la Corte, in quel caso, non potevano essere consentiti affidamenti diretti; di parere contrario l’allora direttore generale – che ha fornito le sue controdeduzioni durante l’udienza – secondo il quale il compenso elargito per quegli incarichi si manteneva al di sotto della soglia prevista per l’affidamento diretto. Il parere del giudice è atteso per febbraio.

 

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