Omicidio Angela Petrachi: la Corte dispone nuove indagini difensive. Il processo potrebbe riaprirsi

MELENDUGNO- Nuove indagini difensive sull’omicidio di Angela Petrachi, la giovane mamma di Melendugno uccisa nell’ottobre del 2002. La condanna definita all’ergastolo, nel febbraio del 2014 di Giovanni Camassa, arrivata dalla Cassazione, potrebbe non aver messo la parola fine sulla vicenda. Il nuovo legale dell’uomo, Ladislao Massari, nei giorni scorsi ha chiesto la possibilità di svolgere nuove indagini e i giudici hanno risposto positivamente. In queste ore infatti è stata depositata l’autorizzazione, presentata dal legale durante l’udienza che si è tenuta il 30 ottobre scorso in Aula Bunker davanti alla Corte d’Assise d’Appello, a svolgere indagini genetiche ai fini della revisione della sentenza di condanna per Camassa, ritenuto l’autore dell’omicidio, e che attualmente sta scontando l’ergastolo. Nei mesi scorsi c’era stata una decisione degli stessi giudici che aveva negato la possibilità che il difensore potesse svolgere delle indagini ritenendo il caso ormai chiuso. Lo stesso legale aveva presentato ricorso in Cassazione e i giudici della suprema corte lo hanno accolto. E ora, in sede di rinvio, la Corte d’Assise d’Appello ha riconosciuto il diritto ai nuovi accertamenti finalizzati alla revisione del processo. Una novità dal punto di vista giurisprudenziale. Le indagini difensive potranno essere effettuate garantendo però il contraddittorio. Il legale dovrà quindi avvisare preventivamente sia il pubblico ministero che la parte civile di quando verranno svolte le analisi sui reperti. Ci sarà quindi un accertamento tecnico irripetibile alla presenza dei consulenti della Procura e della parte civile.

“Ciò che appare davvero singolare- dice l’avvocato Massari- è che non siano state trovate, all’epoca, tracce genetiche dell’autore del reato nonostante si sia trattato di un omicidio efferato dopo una violenza sessuale”.

Le indagini sono quindi finalizzate alla revisione che andrà richiesta alla Corte di Potenza.

L’agricoltore di Melendugno in primo grado era stato assolto. Il 3 luglio del 2012, la Corte d’Appello aveva ribaltato la sentenza, giudicandolo colpevole e condannandolo all’ergastolo. Verdetto confermato in Cassazione.

Angela Petrachi era una giovane mamma di due figli. Aveva 31 anni. Il giorno in cui fu uccisa, uscì dalla casa dei genitori nel primo pomeriggio e non vi fece più ritorno. Per due settimane di lei non si seppe più nulla. Il suo corpo fu trovato nelle campagne di Borgagne, frazione di Melendugno l’8 novembre. Era stata violentata e poi strangolata con i suoi slip.

 

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