Strage di Lampedusa: no all’archiviazione. Altri 6 mesi di indagini per la salentina Catia Pellegrino

doc cantina salice

LECCE- Altri sei mesi di indagini per accertare le responsabilità della salentina Catia Pellegrino, tenente di vascello, prima donna italiana a ricoprire un incarico così alto, nella strage di Lampedusa dell’11 ottobre 2013 in acque Sar Maltesi. Un supplemento chiesto dal Gip per l’ufficiale della Marina Militare che all’epoca dei fatti comandava la nave Libera. La decisione arriva dopo che il Gip di Roma Giovanni Giorgianni ha respinto oggi la richiesta d’archiviazione, presentata dalla stessa Procura di Roma, dell’inchiesta che dovrà accertare eventuali responsabilità nel naufragio di un barcone di migranti siriani. Quel giorno, per un presunto ritardo nei soccorsi,  morirono 26 persone, 260 risultarono disperse e 200 si salvarono. L’accusa è di omissione di soccorso per quattro ufficiali e sottufficiali della Marina e tre della Guardia Costiera Italiana.

Secondo le testimonianze di pilota e copilota di un aereo da ricognizione maltese, la Pellegrino avrebbe ricevuto delle chiamate di intervento alle quali non rispose. Gli ulteriori sei mesi di indagini serviranno ad accertare quanto i fatti contestati siano veri.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*