Inchiesta Antiracket: a processo la maggior parte degli indagati

LECCE – Andranno a processo ed ora sono formalmente imputati 23 dei 35 indagati nell’inchiesta sui fondi gestiti dall’Associazione Antiracket Salento.

Nell’aula al quarto piano del Tribunale di Lecce si è tenuta l’udienza preliminare davanti al Gup Alcide Maritati con i due pm titolari del fascicolo, Roberta Licci e Massimiliano Carducci, alcuni imputati e una schiera di avvocati difensori, oltre ai legali delle parti che hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo che si aprirà il prossimo 8 gennaio dinanzi alla seconda sezione collegiale del tribunale di Lecce.

Il giudice ha rigettato le questioni sull’incompetenza per territorio avanzate da alcuni avvocati, ritenendo le truffe consumate a Lecce ed ha assolto Ilenia Sambati perché il fatto non sussiste.

Ci sono 8 patteggiamenti e 3 riti abbreviati, per i quali l’udienza si terrà il 22 novembre.

Le richieste di costituirsi parte civile sono state ammesse: si tratta dell’ associazione Antiraket Lecce, rappresentata dall’avvocato Raffaele Colluto e dell’associazione Antiracket Taranto.

“Un modo per tutelare- dice il legale-l’immagine e l’onore di tutte le associazioni che si occupano di questo fenomeno”. Ma ci sono anche Regione Puglia e tre lavoratrici, ex dipendenti.

l’indagine della finanza aveva portato, il 21 maggio scorso, all’arresto della stessa presidente dell’associazione Antiraket salento Maria Antonietta Gualtieri, che gestiva gli sportelli di Lecce, Brindisi e Taranto, la sua segretaria, Serena Politi, l’ex dirigente dei servizi finanziari di Palazzo Carafa Giuseppe Naccarelli e il dirigente comunale Pasquale Gorgoni.

Tra gli indagati anche l’ex assessore al Bilancio del comune di Lecce Attilio Monosi che aveva ricevuto la misura interdittiva per un anno dai pubblici uffici insieme all’avvocato Marco Fasiello, figlio di Maria Antonietta Gualtieri, 4 tra avvocati e commercialisti e due imprenditori.

Le accuse, a vario titolo, sono di associazione dedita alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, concussione, falso.

Nell’occasione erano stati disposti sequestri per oltre 2 milioni di euro, l’equivalente sei fondi Pon Sicurezza 2007-2013 erogati dal Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura.

Del collegio difensivo fanno parte gli avvocati Riccardo Giannuzzi, legale di Attilio Monosi, Amilcare Tana, Luigi Rella e Stefano De Francesco.

 

 

 

 

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