Discarica Parachianca: Comuni e Soprintendenza per il No, ma la partita è aperta

LECCE- La strada è in salita per il nuovo progetto relativo alla discarica per rifiuti speciali in contrada Masseria Parachianca a Lecce. Durante la conferenza dei servizi, in mattinata, in Provincia, si è registrato nuovamente il blocco compatto da parte dei quattro Comuni chiamati ad esprimersi, Lecce, Trepuzzi, Surbo e Squinzano, fermi nel dire no. Ai pareri negati delle amministrazioni si è aggiunto quello della Soprintendenza, che ha motivato la sua contrarietà facendo riferimento al contesto storico paesaggistico tipico del tavoliere leccese e che mal si presterebbe ad ospitare un sito di discarica. Da Arpa e Asl, invece, il no non è stato ancora pieno, ma sono state evidenziate criticità che potrebbero portare, a detta degli enti, ad una posizione di non condivisione. Aqp, da parte sua, ha segnalato la presenza di pozzi che non possono definirsi dismessi ma solo provvisoriamente inutilizzati e da tenere in considerazione. Assenti Autorità di Bacino e Regione. La Provincia di Lecce si è riservata di incalzare il parere dell’Ufficio minerario regionale per sciogliere un nodo ritenuto essenziale: l’autorizzazione alla coltivazione della cava è stata data a seguito della presentazione di un piano di recupero e ripristino ambientale, che prevede interventi diversi dalla realizzazione lì di una discarica. Geoambiente, la società che in associazione con Trio (proprietaria del sito) ha presentato il progetto, punta a valorizzare le modifiche apportate rispetto al precedente già bocciato, in particolare su sussistenza di vincoli di natura urbanistica gravanti su alcune superfici interessate e oggi stralciate; la definizione del franco di sicurezza tra il fondo della discarica e il tetto della falda; il monitoraggio ex-ante della falda. “Appare, pertanto, evidente – dice l’amministratore Giuseppe Calò – che l’attività di questa Conferenza non potrà che essere rivolta all’accertamento dell’avvenuta risoluzione e definitivo superamento di tutte le criticità che in precedenza comportarono la reiezione dell’istanza”. La Provincia si è riservata di decidere se riconvocare il tavolo o se rilasciare o negare direttamente l’autorizzazione.

 

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