Per i braccianti turni massacranti e notti nel tugurio: arrestati imprenditore e “caporale”

minerva

CASTELLANETA – Turni da 17 ore per una paga di 1,50 Euro all’ora. I carabinieri di Taranto hanno scoperto tutto e arrestato un imprenditore agricolo e un cosiddetto “caporale” al suo servizio. L’accusa è di sfruttamento nei confronti di 35 persone, 35 braccianti, costretti tra l’altro a vivere in un tugurio.

Gli arresti sono scattati all’alba, a condurre l’operazione i carabinieri del comando provinciale, insieme a quelli del del N.I.L., Nucleo ispettorato del Lavoro.

Le vittime sono 35 braccianti rumeni, impiegati nelle campagne di Castellaneta. Costretti a lavorare in nero e senza il rispetto delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Poi, dopo ogni giornata estenuante, andavano a dormire in una stanza sporca, priva dei minimi requisiti igienici. Alla paga pattuita di 4 Euro all’ora andavano sottratte le spese, ecco come si arrivava al misero 1 Euro e 50. I reati contestati sono intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento del lavoro. L’indagine è stata lunga e alla fine il giudice per le indagini preliminari ha deciso per l’arresto. Contestualmente è scattato anche un sequestro preventivo da 300.000 Euro.

 

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