Crollo in casa dopo l’esplosione: tre indagati

PORTO CESAREO- Era il 17 gennaio del 2015 quando l’improvvisa esplosione di una bombola di gas causò un incendio e il crollo parziale di un’abitazione di via Zuccaro a Porto Cesareo. Dentro due coniugi, marito e moglie di Sulmona, che nell’appartamento stavano trascorrendo qualche giorno di vacanza. Quella sera era bastata l’accensione di un interruttore per innescare l’ esplosione, dato che l’ambiente era completamente saturo di gas.

Dopo un anno e mezzo dall’episodio arriva la conclusione indagini per tre persone: si tratta di Andrea Costantini, 64enne di Roma, direttore per il Sud Italia della società Liquigas, produttrice di Gpl in bombole; Antonio Fernando Giaccari, 62 anni di Nardò, che vendette e installò la bombola probabilmente difettosa e, infine, Antonio Zizzi, 54enne di Leverano, proprietario dell’abitazione.

Il primo è accusato di aver prodotto e messo in commercio la bombola gpl da 15 chili difettosa nel rubinetto di chiusura perché non impediva la completa fuoriuscita di gas. Giaccari è accusato di averla installata in un alloggiamento non adatto perché troppo stretto, non consentendo il ricircolo dell’aria e di non essersi accorto della perdita di gas. Il proprietario dell’abitazione è invece accusato di non aver effettuato un’adeguata manutenzione, omettendo di verificare la corretta tenuta del circuito di collegamento tra la bombola e il piano della cucina, che presentava dei punti di perdita di gas.

Per questo la breve vacanza nel Salento per angelo d’amato di 73 anni e giuseppina gaffoglio di 76 , che solo qualche ora prima avevano assistito all’accensione della focara a novoli, si era trasformata in un incubo. Entrambi, investiti in pieno dall’esplosione, finirono in ospedale in prognosi riservata. Con ustioni multiple in tutto il corpo. Il 73enne rimase in ospedale per un mese, la moglie per due mesi e mezzo e fu sottoposta a tre interventi chirurgici. Le indagini sono state effettuate dai carabinieri di Campi e coordinate dal Pm Emilio Arnesano. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Fabrizio Lemme, Andrea Sambati, Chiara Lorenzoni, Mauro Calò, Andrea Bianco.

 

 

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