Omicidio Noemi, per le famiglie è tempo di silenzio. Il parroco: no giustizia privata

SPECCHIA – Quella di questa domenica mattina, nella chiesa madre di Specchia, non è una celebrazione eucaristica come tutte le altre. Il pensiero del parroco che l’ha celebrata, Don Antonio De Giorgi, non poteva che volare a lei: a Noemi Durini, assassinata dal suo fidanzato reo confesso. Ed è proprio alle due comunità coinvolte dalla tragedia, quella di Specchia per lei e Montesardo per lui, che Don Antonio ha rivolto un appello durante l’omelia: “No alla tentazione di farsi giustizia privata” ha detto.

Esprime la sua preoccupazione all’indomani della notizia sulle molotov scagliate venerdì notte contro l’abitazione del ragazzo. “Un gesto che fa comprendere il clima comprensibilmente teso -spiega- ma bisogna ricordare che odio genera odio e non porta da nessuna parte“. Un messaggio che la comunità abbraccia in pieno.

Adesso per le due famiglie, dopo un botta e risposta di accuse mediatiche durato due giorni, è tempo di silenzio. La famiglia di lei sceglie di non parlare, fa sapere di non voler intralciare le indagini. Intanto continua il via vai di amici e parenti intenzionati a dimostrare tutta la loro solidarietà.

A Montesardo, fuori dell’abitazione dell’omicida reo confesso, vige il silenzio e la desolazione. La famiglia di lui è barricata dentro casa, fuori una pattuglia dei carabinieri di Alessano monitora la situazione h24. Sempre in mattinata la madre del ragazzo, stando alle testimonianze, avrebbe inveito contro la stampa, intimando di allontanarsi dalla casa e cessare le riprese. Dopo le dichiarazioni rilasciate i giorni scorsi, dunque, adesso sembra essere arrivato il tempo del silenzio.

 

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