Omicidio Noemi, per la Tac esclusa la lapidazione. Il fidanzato in isolamento

LECCE-  Noemi non sarebbe stata lapidata. La Tac eseguita dal medico legale Roberto Vaglio sul corpo della 16enne ritrovata cadavere mercoledì esclude che i colpi di pietra siano stati così importanti da provocarle la morte. E questo dettaglio fa la differenza, perché potrebbe avvalorare l’ipotesi di un ferimento fatale con una lama, come riferito dal fidanzato reo confesso dell’omicidio durante l’interrogatorio.

Dai primi accertamenti radiologici eseguiti nella camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, infatti, non emergerebbero segni di fratture scheletriche né lo schiacciamento del cranio. Sarà l’autopsia, che sarà eseguita martedì, a confermare o smentire le diverse ipotesi visto che dall’ispezione cadaverica non è stato possibile capire se la 16enne sia morta per tagli al collo e alla testa, in quanto le lesioni erano state compromesse dall’azione delle larve. Il ragazzo ha dichiarato di averla uccisa con un un coltello che lei stessa aveva in tasca, sostenendo che il piano della giovane fosse quello di sterminare la famiglia di lui che ostacolava la loro relazione.

Intanto, lui è in una stanza in isolamento guardato a vista, nella struttura protetta che è diventata l’ex carcere minorile di Lecce, sulla strada per Monteroni. Nessun contatto con il mondo esterno, solo una telefonata ricevuta da parte dei genitori. Si è in attesa della convalida del fermo, ciò che probabilmente arriverà nelle prossime ore, visto che le 48 ore scadono sabato. I legali, Paolo Pepe e Luigi Rella, lo assisteranno nell’interrogatorio di garanzia fissato per domani.

Intanto, dopo aver lasciato la caserma dei carabinieri di Specchia tra saluti, ghigni e linguacce, ora il ragazzo pare stia iniziando a prendere coscienza di quanto accaduto. “Ho sbagliato, potevo uccidermi io e avrei evitato questo casino”, è quanto avrebbe detto, alternando momenti di depressione e agitazione. E’ tenuto costantemente sotto controllo per il timore che possa compiere gesti estremi ed è tenuto in isolamento anche per evitare che possa apprendere del clamore mediatico che il suo gesto ha suscitato.

 

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