Perrone: l’amministrazione Salvemini non fa gli interessi dei cittadini

LECCE – “Se ci sono responsabilità di amministratori, di dirigenti o di funzionari sui debiti del Comune di Lecce, naturalmente sono quello più interessato a conoscerle e a vederle acclarate”. Così il consigliere comunale di Direzione Italia Paolo Perrone, che respinge le accuse di Antonio Rotundo e sottolinea come la maggioranza al governo della città sia impegnata in una presunta operazione verità sui debiti che non coinciderebbe con gli interessi dell’ente e quindi dei cittadini.

“Questa foga di cercare debiti a tutti i costi – spiega Perrone – rischia di metterci nelle condizioni di pagare somme assolutamente evitabili. La verità è che si tratta di debiti sui quali non è stata fatta alcuna istruttoria, non una verifica e nemmeno uno straccio di tentativo di composizione o transazione per limitarne la portata. Cioè, debiti accettati e conteggiati supinamente su richiesta degli eventuali creditori, senza un minimo di riscontro. Se fossero debiti di casa sua, Carlo Salvemini si comporterebbe così? Una manovra che se rende politicamente, perché vale il piagnisteo “abbiamo trovato un buco”, di fatto allarga il buco oltre l’effettiva consistenza, tutto purtroppo a carico dei leccesi.

Faccio qualche esempio. L’amministrazione Salvemini ritiene di dover corrispondere a Sgm oltre un milione di euro di cosiddetti “maggiori costi” del filobus, somma che noi non abbiamo mai ritenuto di dover riconoscere. Altri tre milioni sono di spese per parcelle di avvocati, alcune risalenti addirittura agli anni Novanta, che sono state conteggiate in base alle richieste degli stessi e che sono somme su cui diligentemente si dovrebbe intervenire per cercare di ridurle nell’interesse delle casse comunali e delle tasche dei cittadini. Del resto, ognuno di noi farebbe così, responsabilmente, di fronte alla richiesta del proprio avvocato, eccetto Salvemini perché “tanto sono debiti di Perrone”. Altri seicento mila euro, poi, sono relativi alla pubblica illuminazione e non si comprende bene da dove arrivino, visto che nel 2011 abbiamo completato tutte le transazioni con il gestore del servizio. Altri debiti, infine, sono oggetto di giudizi ancora in corso finalizzati ad accertarne obbligatorietà ed eventualmente portata e che Salvemini e compagni mettono sic e simpliciter nel conto complessivo, quindi prima di decisioni e sentenze dei giudici, come se avessimo già perso quei giudizi.

Mi viene da pensare – attacca Paolo Perrone – che se fossero stati Salvemini e Rotundo a gestire l’annosa questione Leadri, il Comune di Lecce avrebbe pagato senza battere ciglio otto milioni di euro di interessi, che noi rifiutammo di pagare e che facemmo oggetto di una battaglia legale (contro il parere dell’allora opposizione consiliare) che sancì le ragioni di Palazzo Carafa. È evidente che governare è più complicato che stare dall’altra parte e questo rodaggio della nuova amministrazione si sta rivelando, al di là delle trovate propagandistiche, maledettamente tortuoso e soprattutto rischia di essere molto salato per i leccesi”.

 

 

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