Discarica Parachianca, fronte comune dei sindaci: “nuovo progetto è accanimento”

LECCE- “La nostra sarà una posizione dura, netta e di rigidità. Riteniamo la presentazione del nuovo progetto un vero accanimento”. Usa parole forti il sindaco di Surbo, Fabio Vincenti, dopo il deposito, due giorni fa, da parte di Geoambiente della nuova richiesta di valutazione di impatto ambientale per una discarica di rifiuti speciali non pericolosi nella cave Trio di contrada Masseria Parachianca. Il feudo è quello di Lecce, ma è proprio al confine con i territori di Surbo, Trepuzzi e Squinzano, sulla via per Casalabate.

Il fronte comune torna a ricompattarsi. “Nei prossimi giorni – dice l’assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, Carlo Mignone – incontrerò Vincenti, su sua richiesta. Penso sia anche intenzione del sindaco Salvemini cercare di trovare un’unica strada con gli altri sindaci”. In scaletta ci sarà anche un vertice dei Comuni del Nord Salento e gli uffici hanno iniziato a studiare le carte, per rispondere punto per punto in sede di nuova conferenza dei servizi.

La società aveva già presentato una variante, che però è stata ritenuta dalla Provincia una “nuova e diversa proposta progettuale” e pertanto ha subito la bocciatura, il 30 marzo scorso. Ora si torna alla carica, stralciando dal progetto le aree di cava su cui insistevano vincoli urbanistici, riducendo le volumetrie e l’estensione e corredando il tutto con uno studio relativo alla distanza tra il letto della discarica e la falda sottostante, una delle maggiori criticità precedentemente riscontrate, essendo quella una zona piena di pozzi.

È lì che potrebbero essere smaltiti rifiuti speciali non pericolosi, tra cui scarti di produzioni artigianali e industriali e della lavorazione dei rifiuti solidi urbani, senza vincolo territoriale: significa che potrebbero provenire da qualsiasi parte d’Italia.

“Penso di poter parlare anche a nome degli altri sindaci: la nostra posizione non cambia di un millimetro – ribadisce Vincenti -. Il concetto di discarica è abbondantemente superato. L’amministratore di Geoambiente, poi, proprio in una trasmissione di Telerama dichiarò che se le comunità interessate non avessero condiviso il progetto avrebbe proceduto al ritiro. E invece non solo non è stato ritirato ma è stato addirittura ripresentato. L’impatto per noi non cambia, anche con le modifiche apportate: si andrebbe a gravare su un territorio già in difficoltà sanitaria e che ha fatto lo sforzo di riconvertirsi in termini di valorizzazione turistica e agricola”.

 

 

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