La banca chiude i rubinetti, la diocesi li apre: sempre più giovani ricorrono al microcredito

UGENTO- C’è chi ha aperto un negozio di alta moda, dopo essersi formata all’estero. C’è chi ha avviato una ludoteca in paese o una profumeria o un negozio di alimentari. Una ragazza madre, invece, ha avuto l’opportunità di dare vita ad una pizzeria. È l’esercito dei giovani, quasi tutti tra i 25 e i 35 anni, i cui sogni sono per definizione “non bancabili”: senza garanzie finanziarie alle spalle, si sono visti chiudere le porte dalle banche. Per loro, però, le ha aperte la diocesi di Ugento, pioniera sui progetti di microcredito in Puglia e traino autentico della piccola economia locale del Capo di Leuca. “Le richieste sono in aumento”, conferma il vescovo Vito Angiuli.

Sono circa 40 le attività avviate negli ultimi anni grazie alla Diocesi ugentina e le esperienze simili iniziano a diventare importanti anche in quella di Lecce, grazie al microcredito Sant’Oronzo.

Nel Sud Salento, 14 aziende sono state aperte con il sostegno del Microcredito Tobia voluto dall’ex vescovo De Grisantis: con un fondo di circa 200mila euro nato dalle collette nelle parrocchie, sono stati concessi prestiti fino a 20mila euro per ogni progetto. A questa linea si affianca quella del Prestito d’Onore finanziato dalla Cei, che prevede un impegno fino a 25mila euro per ogni attività che si avvia.

Leuca, inoltre, sta diventando proprio in questi giorni un laboratorio di finanza etica a tutti gli effetti: Banca Etica, infatti, si è impegnata a sostenere finanziariamente i quattro progetti che saranno partoriti dai giovani italiani e del Mediterraneo impegnati nelle quattro tende della convivialità, durante le giornate della Carta di Leuca. Per contrastare la disoccupazione giovanile, si punta a quattro settori: cultura e comunicazione; ambiente e biodiversità; sviluppo integrato e turismo sostenibile.

 

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