Inseguimento armato, ma nei guai finisce per spaccio: 23enne ai domiciliari

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TRICASE- Avrebbe inseguito un infermiere, puntandogli la pistola contro, ma è finito nei guai anche per spaccio. È per questo reato che in mattinata è stato ristretto ai domiciliari Luigi Nicolì, 23 anni, di Tricase, già noto alle forze dell’ordine, indagato inoltre per minacce aggravate. Si è sulle tracce di un suo possibile complice.

La vicenda ha dell’incredibile. Nella giornata di ieri, un infermiere 43enne tricasino ha sporto denuncia ai carabinieri riferendo che lunedì era stato seguito, come successivamente confermato da filmati di videosorveglianza acquisiti dai militari, mentre ritornava a casa dopo la giornata di lavoro. Lui in auto, dietro di lui due individui in sella ad uno scooter. Uno di loro aveva verosimilmente un’arma “a salve”. L’infermiere ha spiegato che, avendo intuito le cattive intenzioni dei due, ha cercato di seminarli e di raggiungere un luogo affollato. A quel punto i due gli avrebbero puntato la pistola, poi rivelatasi una scacciacani, mentre l’infermiere si è rifugiato all’interno dell’ospedale di Tricase.

Alla base, probabili dissidi di natura privata. Grazie all’ausilio di filmati, i carabinieri hanno individuato in Nicolì il possibile autore. Le perquisizioni domiciliari in due immobili a Corsano e Tricase hanno fatto rinvenire due telefoni privi di scheda, una pistola tipo scacciacani completa di 60 colpi a salve, un passamontagna nero e, ben nascosto dietro un muro, uno scooter dello stesso modello di quello dell’inseguimento. In un piccolo frigo, poi, sono state ritrovate due buste con due etti di marijuana e un bilancino di precisione.

 

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