Allarme violenze: donne e bambini sempre più vittime. Il procuratore di Bari: “I servizi sociali latitano”

BARI – Tre casi di violenza su ragazzine in un solo mese. E’ accaduto a Bari, ma potrebbe accadere domani ovunque. Perché la causa è il sistema che non ingrana la marcia come dovrebbe. Ecco perché la task force anti-violenza si è insediata prima del previsto. Per la Regione bisogna che tutti i soggetti interessati agiscano in modo coordinato così da non creare falle nel sistema. “La scuola – ha commentato l’assessore regionale al Welfare, Salvatore Negro – può insistere anche nell’eliminare certi stereotipi che vedono i ruoli della donna, dell’uomo e del bambino un po’ obsoleti. Così pure, il Sistema Sanitario dovrebbe intervenire con i soggetti che provano soddisfazione nell’abuso“.

Ma è stato il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, a puntare il dito contro quello che per lui è il vero anello debole della catena: “Le forme di maltrattamento peggiori – ha spiegato – avvengono nell’ambito familiare e in situazioni di trascuratezza affettiva o materiale. I servizi sociali sono latitanti. Gli assistenti sociali devono essere presenti nelle situazioni di disagio. Noi non abbiamo ai ricevuto una denuncia da parte degli assistenti”. Di qui la richiesta di una maggiore incisività nel settore, in ogni comune.

In Puglia ci sono 24 centri anti-violenza, 10 case rifugio ad indirizzo segreto per le donne in grave pericolo. Ad oggi, in un anno 1500 donne hanno chiesto aiuto allontanandosi dalla propria abitazione. Il 4 per cento dei minori pugliesi è stato preso in carico dai servizi sociali. Il 23 per cento di loro è stato violentato o maltrattato. La violenza sessuale, per lo più perpetrata all’interno delle mura di casa, ha il tasso più basso ma solo perché viene drammaticamente tenuta nascosta.

La task force regionale tornerà a riunirsi il 31 agosto prossimo.

 

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