Inchiesta Consip, nel cartello tra aziende Puglia “feudo” di Cns

SALENTO – La Puglia come un feudo esclusivo di Cns, il Consorzio nazionale servizi di Bologna. Dodici lotti pugliesi della gara Fm4, indetta da Consip per conto del Ministero dell’Economia, sarebbero stati destinati al colosso emiliano nella spartizione che, secondo la Procura e secondo l’Anac, tre aziende avrebbero deciso a tavolino. È quanto emerge dall’inchiesta Consip, il nuovo filone di indagini sulla gara relativa all’affidamento di servizi di pulizia e manutenzione degli uffici pubblici.

L’ipotesi è di turbativa d’asta sulla gara da 2,7 miliardi di euro in corso di aggiudicazione. Per il pm Mario Palazzi e per l’autorità nazionale anticorruzione, le società avrebbero fatto cartello, spartendosi i lotti e presentando le offerte a scacchiera.

E in questo, Cns avrebbe avuto l’esclusiva sul territorio pugliese, come su altre regioni adriatiche e sulla Sardegna, non calpestando i piedi, in sostanza, a Manutencoop e alla società di Alfredo Romeo, imprenditore accusato di corruzione assieme all’ex dirigente Consip Marco Gasparri, per i quali il processo è fissato il 19 ottobre.

L’inchiesta sull’appalto Fm4 è uno dei filoni della maxi inchiesta che tocca anche Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del Consiglio Matteo.

L’esistenza del fascicolo sul cartello di aziende è stata confermata a Repubblica da fonti dell’Anac, dopo l’anticipazione del Corriere della Sera. Le conclusioni dell’Anac, che parlano di “fondato sospetto”, arrivano dopo quattro mesi di istruttoria sul lotto di appalti Fm4.

Dalle verifiche dell’Anticorruzione si è scoperto che “Ati Cns ha presentato un’offerta per sette lotti di gara, Manutencoop per cinque, senza mai sovrapporsi” e ignorando le regioni del Sud (Campania, Calabria e Sicilia) dove invece si presentava Romeo. L’azienda dell’imprenditore campano a sua volta non si sovrapponeva mai (con una sola eccezione) a Ati Cns e a Manutencoop.
Per questo l’ipotesi è che siano state adottate “intese restrittive della concorrenza”.

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*