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“Salviamo gli ulivi del Salento”, l’appello al mondo del premio Oscar Helen Mirren

STRUDA’- Si rivolge alla Regina, l’ulivo di 2500 anni che vanta Strudà, lei che “The Queen”, la Regina, appunto, l’ha interpretata per davvero, aggiudicandosi anche il Premio Oscar. Helen Mirren, l’attrice inglese di casa a Tiggiano e autodefinitasi “contadina salentina”, vuole fare appieno la sua parte: sensibilizzare il mondo di Hollywood e non solo perché prenda a cuore il dramma che si sta vivendo nel Salento e si impegni a salvaguardare gli ulivi, patrimonio non solo locale, non solo italiano, ma universale.

“Aiutiamo il Salento – ha detto – a salvare i suoi ulivi monumentali che sono un capolavoro d’arte. Piante dallo straordinario valore agronomico e paesaggistico, alcune di oltre 2000 anni di età, sono sotto l’attacco del batterio xylella fastidiosa. Mi sono commossa nel vedere ulivi che c’erano già ai tempi di Virgilio e Augusto ridotti ora così.  Tanti miei colleghi di Hollywood amano il Salento. Ma serve l’impegno di tutti per provare a fermare la fitopatia che ha colpito gli ulivi. Questo è l’unico territorio al mondo in cui non si può piantare un albero di ulivo. Gli olivicoltori salentini chiedono alle istituzioni italiane ed europee di cancellare questo assurdo divieto per poter riprendere a piantare nuovi ulivi e garantire un futuro olivicolo al Tacco d’Italia”.

In contrada Masseria Visciglito, sotto il sole cocente, Mirren ha accolto e rilanciato l’appello di Coldiretti a farsi promotrice di una sorta di adozione a distanza da parte dei suoi colleghi di altri quattro ulivi di oltre duemila anni, tutti duramente colpiti dal disseccamento rapido e dal batterio Xylella fastidiosa: il Re, la Cascata, il Faraone e il Leone.

“È importante aiutare gli olivicoltori a sostenere il peso di questo problema – ha continuato Helen Mirren- non dobbiamo lasciarli soli. La terra salentina è stata coltivata per secoli dalle famiglie e tutto questo deve continuare”. Cosa concretamente si potrà fare è la stessa attrice ad annunciarlo, a partire da una campagna di comunicazione e una raccolta fondi a sostegno dei piccoli agricoltori locali, “che a differenza di quelli toscani, ad esempio, non sono proprietari di grandi estensioni che permettono loro di vivere anche senza produrre”. Altro obiettivo primario sensibilizzare l’Ue, perché possa riconoscere il diritto, ora negato ai salentini, di tornare a piantare ulivi.

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