Processi fermi, giornata di astensione per gli avvocati penalisti

LECCE – Aule vuote e processi fermi in tribunale. Astensione di una sola giornata proclamata dall’Unione delle Camere Penali contro la volontà da parte del Governo di introdurre una riforma che agli avvocati non piace. Riguarda le misure di prevenzione, applicabili anche agli indiziati di delitti contro la pubblica amministrazione. Basterebbe quindi un semplice sospetto per sequestrare interi patrimoni .

Siamo veramente all’assurdo -commenta il Presidente della Camera Penale di Lecce Silvio Verri che ha parlato di un’astensione- anche questa volta pressoché totale e che è l’annuncio di tante altre che verranno dopo”.

La giornata di sciopero è stata approvata dalla Giunta delle Camere Penali che contesta l’iter legislativo del DDL 2134 di modifica del codice delle leggi antimafia e delle norme sulla “confisca allargata” estendendone l’applicazione ai reati contro la Pubblica Amministrazione. Secondo i penalisti si tratta di “un’irragionevole e pericolosa logica di espansione degli strumenti nati in un contesto emergenziale di contrasto a fenomeni criminosi eccezionali e che costituisce, nel panorama europeo, una anomalia tutta italiana”.

Il Legislatore quindi amplia le misure dei sequestri a reati completamente e differenti da quelli che, eccezionalmente, avevano giustificato il ricorso alle misure personali e patrimoniali.

L’astensione quindi è un modo per denunciare la mancata risposta della politica alle censure che l’Unione aveva formulato e per sollecitare il ritorno ai principi del giusto processo, della legalità e della presunzione di innocenza che rischiano di perdersi sotto l’ennesima spinta del populismo penale.

La riforma che il Governo si appresta a varare, secondo i penalisti, frutterà assai poco sul piano della lotta alla criminalità dei “colletti bianchi”, ma certamente contribuirà ad abbassare in maniera consistente lo standard delle garanzie ed a collocare l’Italia al di fuori dei parametri indicati dalla giurisprudenza CEDU, la corte europea dei diritti dell’uomo.

 

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