Beni confiscati alla mafia: una risorsa se gestiti in modo adeguato

LECCE- Beni confiscati alla mafia come risorsa importante per il territorio, dal punto di vista economico, ma soprattutto dal punto di vista etico. Come gestirli, cosa farne a chi affidarli? Necessaria un’inversione di rotta rispetto alla situazione attuale: i beni vengono affidati ai comuni e poi abbandonati. Le indicazioni possono essere fornite dall’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che con il suo presidente, il Prefetto Ennio Mario Sodano, ha incontrato i referenti pugliesi, i vertici delle forze dell’ordine, il padrone di casa, il Prefetto Claudio Palomba e diversi sindaci della provincia di lecce. La conferenza dei servizi ha avuto l’obiettivo di presentare il progetto Openre.g.i.o. che ha l’obiettivo di acquisire le manifestazioni di interesse da parte dei sindaci. L’ agenzia è nata a Reggio Calabria, lì dove esiste la più pericolosa delle organizzazioni criminali, ma la nessun territorio è libero dalla mafia, esiste ovunque. Bisogna reagire e lavorare insieme con task force ad hoc che possano accompagnare le amministrazioni locali alla gestione dei beni.

 

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