Dalla Corte dei Conti ok al Bilancio della Regione. Con molti “ma”

BARI – Il giudizio finale è positivo: i conti della Regione Puglia sono in ordine. Alcune delle criticità, quali le spese per le consulenze, la trasparenza degli incarichi e la spesa farmaceutica, sono state superate o comunque in via di risoluzione. La Corte dei Conti dà il via libera alla parifica di Bilancio regionale sebbene nelle 47 pagine di relazione del procuratore generale, Carmela de Gennaro, ci sono molti “ma”.

A cominciare dal “tesoretto” da 80 milioni di euro che, per i magistrati contabili, non è spendibile perché imputabile ad un mutuo concesso anni fa alle Regioni. Teoria rigettata dalla Regione che, invece, conta di poterlo spendere diversamente, come ad esempio nella sanità.

Quanto alle entrate (il gettito delle tasse è aumentato del 60%), si registra una flessione del 10,5%: per la Corte dei Conti la spiegazione è una: nel 2016 – si legge – “la Regione risulta avere una minore capacità di incassare le somme rispetto quanto previsto, ma anche rispetto a quanto accertato nel 2015″. Un altro rischio – per il procuratore generale – è che ci sia una scarsa capacità di spesa da ripetersi in più esercizi “a causa del mancato rispetto della normativa sulla tempestività dei pagamenti” con un ulteriore aggravio di spesa. Criticità anche per la “previsione di cassa risultata carente dalla divergenza tra quanto programmato e quanto realizzato”.

Il capitolo società partecipate conferma le problematiche passate: se – chiarisce la Corte – sono in utile quelle indispensabili per l’attività dell’Ente – quindi Acquedotto Pugliese, Aeroporti di Puglia, InnovaPuglia, Puglia Sviluppo e Puglia Valore Immobiliare – quelle non strumentali sono da dismettere e anche subito. Il riferimento è per Terme di Santa Cesarea e Stp Terra d’Otranto. La prima, con un miglioramento nei conti rispetto alla voragine dello scorso anno, è da vendere al più presto chiarendo anche le modalità con cui intende farlo. Sulla Stp, invece, l’ammonimento è per la Provincia di Lecce rea di aver impedito, in assemblea, il decadimento delle quote detenute dalla Regione. “L’assemblea – si legge nella relazione del procuratore de Gennaro – “non può sovrapporsi alla volontà dell’Ente Regione di dismettere le proprie quote”.

Quanto ai Consorzi di bonifica, i magistrati contabili, ricordano l’impugnazione della legge di riforma da parte del Consiglio dei Ministri perché prevedendo l’accorpamento dei cinque esistenti in un unico soggetto, legifera in una materia di competenza dello Stato.

Nonostante le obiezioni il governatore si è detto soddisfatto: “La Corte dei Conti – ha detto Michele Emiliano – ha individuato la Puglia come una delle Regioni italiane meglio amministrate, in tutti settori, persino in quelli critici: mi riferisco alla spesa farmaceutica storica che la Puglia aveva come neo, e in cui abbiamo recuperato moltissimo”.

 

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