Turismo al ritmo del +10 per cento, ma quanto costa restare ai margini

LECCE- Le prove tecniche d’estate hanno confermato un altro passo da gigante: nel ponte del 2 giugno, l’incremento dei turisti in provincia di Lecce è stato del +10 per cento rispetto allo scorso anno. Sono dati dai quali Federalberghi trae spunto per tracciare le previsioni per la stagione alle porte. “Sono ottime”, dice il presidente Mimmo De Santis, per il quale bisogna “lavorare in sinergia con Puglia Promozione per collegare meglio il Salento ai Paesi da cui provengono i flussi maggiori, come la Germania”.

Restano però i grandi nodi: in primis i trasporti, con l’isolamento che rende tutto più complicato. Isolamento del Salento, che non è certo terra di passaggio, rispetto al resto d’Italia e d’Europa, ma anche isolamento di ampie fette della provincia, con la zona di Ugento e del Capo di Leuca in generale ancora ai margini e convogli delle Sud Est che rischiano si sparire, nuovamente, a partire da luglio, sulla tratta Maglie-Otranto. Insomma, senza un’auto, qui, è difficile ancora fare una vacanza, criticità a cui solo in parte riesce a dare risposta il servizio di Salento in Bus.
Eppure, in qualche modo, si va. Gallipoli resta la regina, così come Lecce. E ce n’è per tutti: giovani, famiglie, anziani. Se i dati Istat dicono che il 50 per cento dei vacanzieri non torna, però, vuol dire che qualcosa di serio c’è ancora su cui dover lavorare.

 

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