Si dice Tap, s’intende Ilva: nuova furibonda lite governo-Regione

BARI- Nuova lite governo-Regione. Si parla di Tap ma il rovescio della medaglia è l’Ilva. Al governatore Michele Emiliano non sono piaciute le parole pronunciate in mattinata dal ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda, per il quale parlare di un cambio di approdo per il gasdotto rispetto alla spiaggia di San Foca, a Melendugno, vorrebbe dire fare saltare l’intero progetto.
“Calenda non usi affermazioni false per disinformare gli italiani e distrarre la loro attenzione dalla inaccettabile vicenda dell’Ilva di Taranto”, ha replicato il numero uno di via Capruzzi.
Il riferimento, appunto, a quanto Calenda ha detto, intervistato in videocollegamento dal direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, durante il Festival dell’Energia a Milano, parlando di ritardi nella realizzazione di infrastrutture: “Purtroppo mi confronto con questo problema tutti i giorni – ha commentato – e faccio l’esempio del Tap, per la follia della gestione di una cosa che ci porta gas, peraltro un investimento privato, senza soldi pubblici con criteri compatibili con l’ambiente, dove gli ulivi saranno spiantati e rimpiatati”.
Per le infrastrutture per le quali, come per il gasdotto, è stato dichiarato un interesse nazionale ma devono tener conto del veto da parte delle Regioni, Calenda è stato duro: “il prossimo governo dovrà rimettere al centro almeno una questione, una clausola forte di supremazia nell’interesse nazionale. Avremo sbagliato tutto sul referendum, ma il tema resta, anche se c’è stata una sconfitta”.
Poi ha concluso con la pesante frecciata a Emiliano: “Non vorrei più trovarmi con un governatore della Puglia che prima chiede la decarbonizzazione e poi dice il gas non lo vogliamo, comunque io non ci sarò più”.
Furioso il presidente della Regione: “Su Tap la posizione della Regione Puglia è chiarissima: sì al gasdotto, ma vogliamo che arrivi in un tratto di costa già infrastrutturato e non su una delle spiagge più belle d’Italia. L’idea di decarbonizzare attraverso il gas l’Ilva di Taranto e la Centrale Enel di Brindisi (le due fabbriche a carbone più grandi d’Europa) è della Regione Puglia e non possiamo accettare di essere presi in giro da un ministro che ha appena aggiudicato l’Ilva secondo un piano industriale che non prevede la decarbonizzazione a differenza dell’altro piano che invece la prevedeva”.

 

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