Niente fiori nel cimitero, l’ordinanza che indigna Coldiretti

SALENTO- Scatta, in molti comuni d’Italia e raggiunge anche il salento, lo stop d’estate ai fiori freschi al cimitero. Ordinanze emesse da diversi sindaci, che stanno facendo indignare Coldiretti che parla di un impedimento bello e buono per i cittadini all’ omaggio ai propri defunti. Le ordinanze comunali sono scattate il primo giugno e riguardano diversi comuni dal Nord al Sud dell’Italia. In provincia di Lecce ad esempio è in vigore già da qualche anno a Supersano. Ce sono diversi anche in provincia di Napoli, Caserta, salerno. I dicktat pubblicati sui siti istituzionali e affissi all’ingresso dei cimiteri sanciscono il divieto di porre fiori o piante freschi sulle lapidi dall’inizio di giugno sino a settembre. ”Una assurda restrizione- dicono da Coldiretti- motivata dal fatto che nei mesi estivi le elevate temperature, provocano una rapida decomposizione dei fiori. E’ paradossale – continua l’associzione- che le ordinanze dei sindaci mettano il dito sull’inquinamento provocato da un fiore che appassisce, mentre in molte delle nostre città sono sempre più frequenti le piccole discariche a cielo aperto provocate dai rifiuti che strabordano dai cassonetti e che nessuno passa a raccogliere”.  Il divieto peraltro è scattato il primo giugno, a conclusione del mese di maggio, il più ricco di fiori dell’anno e non farà certo bene al nostro Paese che tra i leader nella produzione di piante in Europa con un ‘giardino’ che copre oltre 30.000 ettari di terreno. Un settore che vale oltre 2,4 miliardi di euro con circa centomila addetti e un saldo attivo tra export ed import di oltre 180 milioni di euro.  “Si tratta di tutelare l’igiene pubblica- risponde il sindaco di Supersano Corrado Bruno da noi interpellato– i fiori con le alte temperature appassiscono in fretta e si decompongono provocando la proliferazione di insetti e larve che incidono sul decoro e danneggiano anche la nostra preziosa cripta della madonna della Coelimanna. Coldiretti se ne è accorta ora, ma l’ordinanza è in vigore da alcuni anni- conclude il primo cittadino- anche in altri comuni vicini al nostro”.

 

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