Le mura urbiche della città aprono al pubblico

LECCE – Una presentazione al pubblico in pompa magna.  Dopo una lunga attesa le mura urbiche della città adesso saranno accessibili a tutti.

La sensazione è quella di fare quattro passi nella storia, qui dove il tempo sembra poi improvvisamente fermarsi.
In mattinata noi non abbiamo resistito per regalare un tour in anteprima partendo dal lungo camminamento che offre scorci inediti e mozzafiato della città, fino ad arrivare nei meandri più nascosti e suggestivi.

Da via Fornello al circolo tennis sono ben 500 metri di cinta muraria: la possente struttura difensiva che sin dall’età messapica circondava la città, poi nel corso dei secoli periodicamente violata e abbattuta da diversi conquistatori.

Da sei metri d’altezza si intravede anche la via extra moenia di epoca romana che gli scavi hanno già portato in luce, e così anche Lecce avrà uno spazio dedicato alla sua via appia. Si intravede una Lecce che si snoda a raggera, tra nuove e antiche strutture.

Lungo il camminamento, si incrocia una garitta, una piccola postazione in pietra dove stazionavano le guardie, ultima testimonianza del vecchio carcere che si è scelto di preservare. Alle sue spalle, a pochi metri, un muro con incisi dei nomi: perchè anche gli addetti alla sicurezza volevano evidentemente “restare alla storia”.

L’enorme fossato, realizzato come le mura a metà del Cinquecento su ordine dell’allora imperatore Carlo V, nell’Ottocento è stato riempito di ogni tipo di materiale e rifiuto. Con fatica, passione e un’opera di recupero meticolosa, è stata questa la zona del cantiere a riservare le emozioni più belle.

Nei sotterranei poi, tra luci e ombre, ci sono angoli volutamente intoccati per preservarne la bellezza originaria. Il recupero ha così lasciato inalterate antiche tombe e cisterne che rendono il viaggio ancora più appassionante.

Copertura, piano ammezzato, camminamento e piano interrato: quattri i livelli su cui si snoda la struttura. Per accedervi ci sono rampe di scale e un’ascensore a vetri: il tutto per rendere le mura accessibili a tutti. Il nome definitivo del progetto è infatti “wall experience” , ossia l’esperienza delle mura: la voglia è quella di regalare un racconto che faccia conoscere un pezzo di storia del territorio coinvolgendo tutti i sensi.

Bastione est e ovest saranno adibiti ad accogliere esposizioni museali. È stato l’architetto Andrea Ingrosso, impiantista opere progettistiche, a farci notare un’incisione di un tetragramma musicale su una delle pareti della zona dell’interrato, venuta alla luce grazie all’equipe di archeologi coordinata dal Professore dell’Università del Salento Paul Artur. A curare il progetto è stata l’architetto Patrizia Erroi dell’ufficio centro storico del Comune di Lecce.

1200 m quadrati di recinzione, 12 m cubi di scavo nell’interrato, 2 metri cuadrati di nuove murature eseguite con la tecnica dello scuci-cuci. 5 metri quadrati di restauro delle superfici murarie e infine 20mila kili di nuove strutture in acciaio.

Qui all’orizzonte lo sguardo si perde: il simbolo della difesa per eccellenza si apre alla città. Passato e futuro si incrociano in una Lecce inedita vista dall’alto.

 

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