Lo scossone della Corte dei Conti ora fa tremare tutti gli amministratori

MELISSANO- L’energico “scossone” arrivato dalla Corte dei Conti a Melissano mette in guardia anche tutti gli altri amministratori del Salento. La sottovalutazione in diversi Comuni dello sforamento del patto di stabilità per più anni, ciò che a Melissano ha portato dritti al dissesto finanziario dell’ente, ha condotto ad un provvedimento senza precedenti in Puglia, vale a dire al sequestro conservativo di una buona fetta del patrimonio personale di undici tra ex amministratori dell’epoca, segretario comunale e responsabile dei Servizi finanziari, in carica tra il 2010 e il 2013. Un atto forte, eclatante, “fatto per intimorire”, secondo il legale difensore degli amministratori, Ernesto Sticchi Damiani. E che in quella decisione della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti, adottata su richiesta della Procura Regionale, ci sia un messaggio per tutti è chiaro, anche secondo Pierluigi Portaluri, docente di diritto amministrativo nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento.Quasi 1,6 milioni di euro: a tanto ammonta il valore di case, terreni e conti correnti personali finiti sotto chiave nelle scorse ore. Il 28 giugno, si terrà la prima discussione per capire se i sigilli resteranno o meno in piedi. Poi, probabilmente si andrà a giudizio contabile, nel suo doppio grado. Ed è in quella sede che, se gli ex amministratori di Melissano non riusciranno a dimostrare la loro innocenza, si rischia di arrivare all’irreparabile, per loro: la vendita dei propri beni per coprire il presunto danno erariale. C’è dunque, per la magistratura contabile, una valutazione chiara: prevale il principio della supremazia della tenuta dei conti pubblici, anche a livello locale, perché si rischia di incrementare nel complesso il debito pubblico nazionale.

 

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