Dissesto del Comune di Melissano: sequestrati i beni di 11 amministratori

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MELISSANO- Il dissesto del Comune di Melissano si trasforma in una pesante mazzata a carico di nove amministratori locali dell’ex maggioranza Falconieri e due responsabili comunali: scatta il sequestro conservativo su loro conti correnti bancari e immobili, per un valore di 1.568.244 euro. Un provvedimento che non ha precedenti nel Leccese.

È stata la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia, su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti, a disporre i sigilli a carico di beni dell’ex sindaco Roberto Falconieri, di quattro assessori della sua giunta e di quattro consiglieri comunali titolari di deleghe specifiche o che avevano partecipato a votazioni di atti deliberativi. Si tratta di esponenti della ex maggioranza consiliare: Valeria Marra, Giovanni Caputo, dell’ex vicesindaco Marino Cosimo, Luigi Marino (nel frattempo deceduto), Antonio Rino, Antonello Endemione, Giuseppe Macrì e Stefano Falconieri. Sotto chiave anche i beni di due responsabili dei Servizi finanziari del Comune, Daniele Scarlino e Giancarlo Elia, quest’ultimo anche segretario comunale.

Le indagini, portate avanti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, sono state avviate dopo lo sforamento del patto di stabilità per gli anni dal 2010 al 2013 ed all’inosservanza dei divieti e delle autoriduzioni di spesa che l’ente locale avrebbe dovuto porre in essere in conseguenza dello sforamento del patto stesso. Colpa grave, la loro, secondo i magistrati contabili, ma non ci sono responsabilità penali. In buona sostanza, “gli accertamenti – spiegano dalle Fiamme Gialle – hanno evidenziato il perdurare di una serie di inadempimenti da parte del Comune rispetto all’obbligo di adottare le necessarie misure correttive idonee ad evitare squilibri finanziari responsabili del dissesto finanziario dell’ente”. La copiosa documentazione acquisita presso il Comune, esaminata dal procuratore generale Carlo Picuno, ha rivelato, secondo l’accusa, evidenti responsabilità ascrivibili al comportamento posto in essere dall’amministrazione comunale in carica all’epoca dei fatti. Ecco perché il provvedimento di sequestro conservativo a tutela del credito erariale ha colpito i beni di 11 pubblici amministratori.
Sotto chiave sono finiti 13 immobili (soprattutto le loro case private), 4 terreni e conto correnti bancari. Una copia del sequestro è stata notificata al Comune che risulta parte lesa.

 

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