Colpito da un fulmine, 39enne muore nelle campagne di Diso. S’indaga per infortunio sul lavoro

minerva

DISO – Un temporale improvviso a squarciare il cielo e la vita di una famiglia. In mattinata, un fulmine lo ha colpito in pieno, non lasciandogli scampo. È morto così, sul colpo, Giuseppe Nicolardi, senza neppure avere la possibilità di rendersi conto di quanto stesse accadendo. Per lui, 39enne di Spongano, una tragica fatalità. Ma potrebbe non essere stato solo il destino. Gli ispettori dello Spesal, infatti, indagano per infortunio sul lavoro, con il coordinamento del pm Emilio Arnesano. I carabinieri hanno anche ascoltato la moglie.

Stando ad una prima ricostruzione, l’uomo stava lavorando nel cantiere di una casa in costruzione, nelle campagne di Diso. Intorno alle 10.15, un violento acquazzone si è abbattuto sul Sud Salento. Nicolardi stava andando a prendere un sacchetto di calce dal deposito, quando il fulmine lo ha colpito in pieno, alla testa. È morto carbonizzato, in pochi secondi. Il corpo è stato ritrovato vicino a dei fili elettrici, probabilmente scoperti. Potrebbero essere stati questi ad attirare la scarica elettrica che non ha lasciato all’operaio alcuna altra possibilità.
I soccorsi del 118 sono stati allertati da chi era presente in quel momento. Ma l’arrivo dell’ambulanza si è rivelato inutile.

Sul posto i carabinieri della stazione di Spongano, per effettuare i rilievi. La salma è stata dapprima trasferita nella camera mortuaria del cimitero di Marittima, poi riconsegnata in tarda mattinata alla famiglia. Una tragedia nella tragedia: proprio nei prossimi giorni, l’uomo sarebbe diventato padre della sua prima figlia.

 

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