No tap: “non solo qui, progetto in stand by anche in Grecia e Albania”

MELENDUGNO – “Per avere chiarezza sul progetto abbiamo dovuto bussare a tantissime porte e studiare per mesi, per poi essere sbattuti in prima pagina dai media nazionali, e sentirci definiti ninby e violent”. Il comitato No Tap fa il punto della situazione in mattinata nella zona di cantiere: “il blocco dei lavori qui a Melendugno non è l’unico freno al progetto, siamo stati personalmente in Grecia e lì, come in Albania, le criticità riscontrate in itinere sono tante: i lavori, i finanziamenti ci risultano essere fermi“.

Alcuni attivisti del comitato hanno preso parte alla manifestazione a Roma, altri però come lo stesso portavoce Gianluca Maggiore hanno scelto di non aderire. “Per coerenza-precisa- e perché alla mediazione con la politica non crediamo più. Rispettiamo il tentativo del Dott. Serravezza, ma anche da parte dei sindaci il dialogo con la multinazionale non ci ha trovato entusiasta. Sedere ad uno stesso tavolo con tap significa legittimarla e per noi questo non ha ragion d’essere“.

A prendere parte alla conferenza anche gli attivisti del Comitato “no al carbone” di Brindisi: “non cediamo al baratto del territorio– hanno detto- al popolo viene dato il gas, in cambio viene tolto il carbone. Promesse infondate e la nostra salute non dovrebbe essere svenduta per così poco“.

Non è solo una questione tecnica, ma sopratutto di principio” concludono. Di concerto il messaggio resta sempre e solo uno: “No tap né qui né altrove, perché non si può vivere in balia del vento, mentre le multinazionali respirano a pieni polmoni scavando le nostre fosse“.

 

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