Case popolari, Rotundo: la magistratura archivi o faccia chiarezza

LECCE- A che punto sono le indagini nell‘inchiesta sulle case popolari condotta dalla Guardia di Finanza di Lecce? Da qualche giorno la proroga indagini richiesta dai pm Massimiliano Carducci e Roberta Licci è scaduta e le strade che si prospettano sono diverse: una nuova proroga, la conclusione indagini per gli indagati, e sono 46, oppure la richiesta di archiviazione. Duro sull’argomento il consigliere del Pd a Palazzo Carafa e presidente della commissione Controllo Antonio Rotundo: “Se c’è del marcio nell’assegnazione delle case popolari – dice- i leccesi hanno il diritto di saperlo ora, prima del voto, così come hanno il diritto di sapere se la Procura decide di archiviare perché non si ravvisano ipotesi di reato. Credo- continua Rotundo- che la città non possa più aspettare, che ci sia la necessità democratica di fare chiarezza su eventuali influenze dei clan malavitosi nella assegnazione degli alloggi popolari nel rispetto dei cittadini e delle istituzioni”.

Tra gli indagati gli assessori di Palazzo Carafa Attilio Monosi, Luca Pasqualini, Nunzia Brandi, il consigliere Antonio Torricelli, e ancora l’ex sindaco Adriana Poli Bortone, il primo cittadino Paolo Perrone, l’on. Roberto Marti, Damiano d’Autilia, insieme a tecnici e a diversi inquilini assegnatari. Rotundo ricorda come nella relazione che il Prefetto consegnò alla Commissione parlamentare Antimafia si  sottolineava come “nelle amministrative del 2012 gli uomini del clan avrebbero orientato il voto verso un simbolo preciso e determinati candidati ” e di come il Pd abbia chiesto di accendere un faro con un esposto. “E poi – continua Rotundo- la clamorosa violazione in un periodo elettorale dei tempi di pubblicazione della graduatoria provvisoria per 680 famiglie che hanno presentato domanda per l’assegnazione di un alloggio popolare non depone affatto bene e può aprire la strada alle peggiori logiche clientelari di promettere alloggi in cambio dei voti. Il cittadino può diventare esca di mestieranti della politica che sul bisogno drammatico della casa costruiscono pratiche di voti di scambio. Sono convinto- conclude Rotundo- che tutte le forze politiche responsabili condividano queste valutazioni perché è interesse della buona politica che le elezioni si svolgano in un clima sereno e senza condizionamenti”.

 

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