Omicidio del piccolo Stefano, la Cassazione conferma la condanna a 30 anni

LECCE- Condanna definitiva a 30 anni di carcere. La Cassazione chiude definitivamente la vicenda giudiziaria seguita all’omicidio del piccolo Stefano, ucciso dal padre Gianpiero Mele a soli due anni. I giudici hanno confermato la sentenza del processo d’appello. L’omicidio risale al 2010. Era il 30 giugno quando Mele portò il figlio in un’abitazione estiva di Torre S. Giovanni, marina di Ugento, provò prima a strangolarlo con una corda, poi lo sgozzò con un taglierino. Una tragedia dettata dalla folle gelosia nei confronti della compagna, una vendetta e la paura di essere abbandonato.
Mele si trova rinchiuso in una clinica psichiatrica di Bari. Nei mesi scorsi la Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna per motivi tecnici. La pena fu poi confermata dai giudici della Corte d’Assise di Taranto ed ora, a distanza di sette anni, la parola fine. L’accusa:omicidio volontario premeditato aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi nei confronti di una vittima indifesa.

 

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