In 500 sfidano la pioggia per protestare: presidio e corteo contro Tap

MELENDUGNO- Nonostante la pioggia copiosa, erano lì. Molti anche dalle 4 del mattino. La nuova settimana, la terza, di protesta contro la costruzione del gasdotto a Melendugno si apre con almeno 500 persone giunte da tutta la Puglia e da diverse parti d’Italia nelle campagne di San Basilio. Non c’è nessun mezzo di Tap, però, all’opera, né si vedono forze dell’ordine, probabilmente anche nella consapevolezza di una presenza massiccia di attivisti.

A portare la loro solidarietà arrivano anche i No Tav dalla Val di Susa, come Franco e Alice. Loro, dopo 25 anni di lotte, lo dicono chiaramente: “non abbiamo nulla da insegnare ai salentini, stanno facendo già tanto”.

Su 97 sindaci, tenendo presente che tre non aderiranno (i due commissariati, Galatina e Parabita, più Otranto che per una questione di coerenza con le sue scelte, non aderirà), sono 91 i sindaci che hanno firmato il documento. Ne mancano tre, che con ogni probabilità aderiranno nelle prossime ore.

In molte scuole di Lecce gli studenti hanno scioperato, organizzandosi con navette per giungere qui. Altri, sono stati accompagnati dai genitori. Dal presidio, però, a metà mattinata, ci si è spostati nel centro di Melendugno. Prima, un’assemblea pubblica in piazza. Poi, comincia il corteo. Quando il serpentone giunge dinanzi agli uffici di Tap, la protesta diventa ancora più incalzante. La mattinata si chiude dandosi appuntamento al giorno dopo. E con i nervi saldi.

 

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