Via Silvio Pellico, la storia infinita. Accesso chiuso anche ai pedoni

LECCE-  Disagio urbanistico-ambientale e pubblica incolumità. Tanto lamentano i residenti nel quartiere San Pio, a Lecce. La vicenda è ancora quella di via Silvio Pellico. Una storia infinita che non si chiude ancora; l’unica cosa chiusa è solo la strada e la situazione è peggiorata, nelle ultime ore, con il divieto di transito anche ai pedoni. Per questo, il Comitato Nuova Rudiae scrive al prefetto di Lecce Claudio Palomba, lanciando una petizione.

Ce ne siamo occupati più volte, sin dal primo giorno in cui la strada fu chiusa, a causa di un contenzioso tra il Comune di Lecce e la ditta titolare del cantiere che da anni è aperto a due passi dalla chiesa di Santa Maria della Porta.

La ditta è stata autorizzata -con deliberazione della giunta comunale del 2007- a costruire un edificio con destinazione turistico-alberghiera, a condizione che venisse realizzata e ceduta al Comune di Lecce la strada di collegamento tra le due vie. Valutando l’interesse pubblico alla realizzazione diretta da parte del titolare del permesso di costruire una strada di collegamento tra le medesime vie che costeggiano la Chiesa, al fine di ATTENUARE, in maniera significativa, la situazione di disagio già a suo tempo avvertita nel quartiere.

Di fatto, – dopo dieci anni di “PUBBLICO” utilizzo della strada, peraltro dotata di segnaletica orizzontale e verticale – da diversi mesi cittadini e commercianti, senza tale utilizzo, si ritrovano isolati. Nondimeno, il disagio sociale è anche avvertito da bambini, ragazzi, mamme e persone anziane che frequentano la parrocchia, l’oratorio e l’annesso campo di calcetto. In qualità di portavoce dei cittadini, dei residenti e dei commercianti, Leo Ciccardi segnala al prefetto i danni che stanno subendo i residenti.  Visto e considerato che va nulla sono valsi gli interventi: del SINDACO; della DIFFIDA indirizzata alla ditta perché terminasse I lavori e consegnasse al Comune la strada in questione; delle apposite commissioni comunali; del ricorso al t.a.r. da parte della ditta e dell’ interpellanza presentata il 22 marzo, SI CHIEDE di Voler valutare il disagio e il danno sociale che i cittadini stanno subendo ormai da diversi anni ed eventualmente intervenire”.

 

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