Un infarto alla guida poi lo schianto, muore l’Ingegner Gianni Carluccio

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LECCE-Un malore, un infarto fulminante lo ha ucciso mentre era alla guida del suo Suv. È morto così Gianni Carluccio, ingegnere leccese di 65 anni, uomo di grande cultura, appassionato di storia, arte, poesia e musica del Salento. Ha perso conoscenza mentre insieme alla sorella percorreva la circonvallazione di Lecce nel tratto di viale Japigia. Guidava l’auto, poi all’improvviso, si è accasciato sul manubrio. Ha avuto solo il tempo di dire che si sentiva male, e queste sono state le sue ultime parole.

L’auto è prima finita sullo spartitraffico buttando giù un cartellone pubblicitario, poi si è fermata dal lato opposto della carreggiata. È stata la donna, fortunatamente incolume nonostante lo schianto, a chiamare i soccorsi. All’arrivo del 118, Gianni Carluccio era ancora vivo, ma nonostante il massaggio cardiaco e tutti i tentativi di rianimarlo è morto. Ad ucciderlo, secondo i medici, un infarto fulminante. Una tragedia che lascia un vuoto nel panorama culturale salentino. Carluccio era un profondo conoscitore della nostra terra e dei sui più illustri personaggi, come Carmelo Bene di cui conservava ricordi e memorie e che ha fatto conoscere anche ai telespettatori di Telerama, accompagnandoci in tante puntate di Terre del Salento.

Aveva poi un rapporto privilegiato con Tito Schipa, alla cui famiglia apparteneva. “Una perdita incommensurabile- scrive sulla sua pagina Fb Tito Schipa Junior– se la memoria di Tito Schipa vivrà in futuro lo dobbiamo soprattutto a lui e al suo lavoro di indescrivibile amore e professionalità.

Una morte naturale, avvenuta però in circostanze tragiche. Sul posto per ricostruire l’accaduto gli agenti della sezione Infortunistica della polizia municipale. Il pm di turno ha disposto la restituzione della salma ai familiari.

 

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