Il Viminale destina al leccese 200 migranti in tre giorni: rischio collasso strutture

LECCE- Duecento migranti, negli ultimi tre giorni, sono stati assegnati alla Prefettura di Lecce dal Ministero dell’Interno. Nell’ambito delle operazioni di distribuzione dei flussi di chi viene salvato in mare e arriva negli hotspot del Mezzogiorno, dunque, la provincia leccese resta destinazione nevralgica, col suo bacino di accoglienza che conta quasi una quarantina di Cas, centri di accoglienza straordinaria, in 36 Comuni, per oltre mille persone che attendono che sia valutata la loro richiesta di asilo politico. A questi si aggiungono, in 17 Comuni, tre Unioni dei Comuni e un ambito territoriale, il sistema Sprar, per la protezione per rifugiati, l’accoglienza di secondo livello, per 1.532 migranti.
Numeri che iniziano, però, nei fatti a poter creare alcuni problemi nelle strutture, se dovessero essere confermati nella pratica i 200 arrivi decisi nelle ultime ore a Roma.

“Nei centri di accoglienza c’è uno smodato sovraffollamento in spazi ridotti, con tutti i rischi che ne derivano: dalle condizioni igieniche precarie alla sicurezza – commenta Paolo Pagliaro, membro dell’Ufficio di Presidenza di Forza Italia -. Lecce è una città accogliente, che mira ad andare oltre alla semplice ospitalità, siamo un popolo che punta ad integrare nel tessuto sociale queste persone che cercano di rifarsi una vita lontano dai loro orrori. Questi numeri però sono esagerati, Lecce e il Salento stanno facendo i conti con le nuove povertà dei propri cittadini”.

Poi, il dato connesso: “molti di questi migranti – dice Pagliaro – sono stati sistemati in appartamenti e strutture delle nostre località turistiche. La stagione è alle porte, questo potrebbe rivelarsi dannoso e indirizzare i turisti verso altre mete. Il Governo centrale prenda provvedimenti”.

 

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