Pug, scontro in aula sul ritardo del piano idrogeologico

LECCE-Il PAI è il Piano stralcio di assetto idrogeologico. Valuta possibili rischi e detta le regole su come scongiurarli ed agire in perfetta sicurezza per cittadini e infrastrutture.

È un parere che viene elaborato dall’autorità di bacino e, oggi, per il nuovo piano urbanistico generale di Lecce, è un tassello mancante. C’è un ritardo, pare dovuto ad un problema tecnico dell’autorità. E per Carlo Salvemini, consigliere comunale di Lecce città pubblica e candidato sindaco, è un punto sul quale assolutamente non si può sorvolare. E lo ha fatto ben presente in aula consiliare, dove si è riunita la Commissione Urbanistica.

Le invarianti strutturali sono una sorta di statuto del territorio, elementi che devono garantire la sostenibilità. Anche dai banchi della maggioranza c’è chi dice che “Il pug non doveva essere nemmeno adottato e oggi portato all’esame di quest’aula”. È l’opinione di Gianpaolo Scorrano, consigliere di Forza Italia.”Senza il parere dell autorità di bacino, vincolante e sostanziale -dice- il pug è controlegge. Da consigliere di maggioranza sono stato sempre fedele alla mia coalizione e di certo oggi non cerco nessun cavillo. Ma il pug senza quel parere non doveva essere adottato in nessun modo”.

Non è così, invece, per l’assessore alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica Severo Martini secondo il quale, in attesa del Pai, “Il Pug non è tecnicamente bloccato. La sua discussione Può andare avanti -spiega- poiché il parere è necessario per l’approvazione definitiva e non per la prima adozione. Lo prevede la legge” dice.

 

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