Morte del dj Ivan Ciullo: il Gip riapre il caso. La famiglia ringrazia

LECCE-La famiglia non ha mai smesso di combattere: per loro Ivan Ciullo non si è suicidato, qualcuno potrebbe avrelo spinto a farlo. Il giudice per le indagini preliminari, Vincenzo Brancato, ha accolto l’istanza dei legali dei genitori del 31enne trovato impiccato ad un albero lo scorso 21 giugno.

Sono stati anche la caparbietà della madre e lo spirito combattivo del marito Sergio ad vere la meglio, in quell’ostinata volontà di avere chiarezza sulla morte del figlio.

Una nuova conquista che in un post facebook Rita, la mamma del dj, commenta così: con una serie di ringraziamenti e poi “grazie a chi crede in te figlio mio e al nostro urlo di dolore” scrive.

Accolte dunque le richieste degli avvocati della famiglia Paola Scialpi, Carlo Grasso e Sonia Santoro: dovranno essere accertati i contatti telefoni che Ivan Ciullo ha intrattenuto fino a poco prima di morire.Riconsiderata dunque anche la richiesta di archiviazione del pubblico ministero Carmen Ruggiero: lo scorso 10 febbraio aveva ribadito la convinzione che si fosse trattato di un suicidio.

Gli avvocati però avevano continuato ad incalzare su punti chiave della vicenda ancora poco chiari: la lettera d’addio, la calligrafia sulla busta che la conteneva, il messaggio inviato ad un amico poco prima della tragedia con cui confermava un appuntamento a cena quella stessa sera. Nessun indizio di depressione, ribadiscono i legali, ma una grande ombra: quella relazione sentimentale burrascosa che Ivan intratteneva, la stessa persona alla quale il giovane avrebbe preannunciato la volontà di suicidarsi fino a poche ore prima.

Altri tre mesi, dunque, per effettuare ulteriori accertamenti sul caso, compresa l’analisi delle celle telefoniche. Un nuovo count down di 90 giorni alla ricerca della verità e della giustizia.

 

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