La schiavitù nei campi, braccianti romeni segregati dai caporali

TARANTO-“Schiavi e prigionieri nelle campagne di Ginosa“.L’ennesima storia di sfruttamento nelle campagne pugliesi arriva dalla provincia di Taranto.

“Schiavitù” e “disumanità” sono le due parole che un gruppo di braccianti rumeni usano. Si tratta di uomini e due donne cacciati e abbandonati dal loro caporale davanti al terminal bus di Porta Napoli a Taranto, dopo che gli stessi avevano più volte provato ad ottenere i soldi per il loro lavoro.

Secondo quanto riferito da questi lavoratori, le condizioni nel casolare sarebbero state al limite della civiltà. Senza acqua e servizi igienici e con nessuna possibilità di comunicare all’esterno. Dopo aver vissuto per quasi tre mesi dentro un casolare, si sono sottratti alla morsa del loro aguzzino e hanno chiesto aiuto alla FLAI-CGIL, il sindacato di categoria dei lavoratori agricoli. Storie che hanno prodotto denunce circostanziate su cui inquirenti e Magistratura faranno piena chiarezza“. Il sindacato ne ha parlato nella sede Camera del Lavoro di Taranto.

 

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