Cadavere nel fusto, martedì l’autopsia, Barba chiede il confronto con la figlia

GALLIPOLI- Martedì mattina sarà eseguita l’autopsia sul corpo di marocchino Khalid Lagraidi, il 41enne ucciso e rinchiuso in fusto abbandonato nelle campagne alla periferia di Gallipoli nel giugno scorso, da quando di lui si erano perse le tracce.
Un esame che sarà fondamentale per capire se l’uomo sia stato sepolto in quel bidone mentre era ancora vivo o se sia stato strangolato prima, come lascerebbe supporre la corda trovata al collo.

Un’esecuzione venuta alla luce solo dopo le dichiarazioni di Rosalba Barba, figlia dell’ex pentito Marco Barba, attualmente detenuto. Una confessione lunga e sofferta che ha portato i carabinieri a ritrovare il luogo in cui il cadavere era stato nascosto e che nelle scorse ore è stata invece smentita dal super accusato: non sono stato io, ha detto marco barba, mia figlia sta coprendo qualcuno. Dichiarazioni rilasciate al suo avvocato Speranza Faenza durante un colloquio nel carcere di Taranto dove l’uomo si trova per le minacce a Sandro Quintana.

Il corpo del marocchino è stato trovato in posizione fetale, rannicchiato dentro il fusto, con una corda al collo. L’assassino ha provato a scioglierlo con dell’acido muriatico e poi lo ha ricoperto di cemento. La volontà era, chiaramente, quella di farlo sparire per sempre. Marco Barba, ora indagato per omicidio e occultamento di cadavere, accusa della quale risponde anche la figlia, si è dichiarato disposto, subito dopo l’autopsia, ad un confronto con i magistrati e con la stessa figlia.

 

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