Macabra scoperta a Gallipoli: in un bidone il corpo cementificato di un africano

GALLIPOLI-Sul fatto che si sia trattato un’esecuzione in piena regola non ci sono dubbi. Il cadavere trovato nella tarda serata di lunedì a Gallipoli aveva una corda al collo. Era stato messo in un bidone e seppellito con una colata di cemento. È così che lo hanno trovato i carabinieri dopo una segnalazione anonima arrivata sul 112. Era in una campagna nella quale si arriva da un sentiero alla periferia di Gallipoli, tra via Ghandi, che costeggia il cimitero e il supermercato Md.
Il cadavere era all’interno di un fusto usato per i rifiuti speciali adagiato in posizione orizzontale e coperto da rami secchi. L’apertura era sigillata da pietre e cemento, è l’unica cosa rimasta sul posto. Per aprirlo è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Poi la macabra scoperta. Il cadavere era martoriato e quasi cementificato. È stato recuperato a fatica e poi trasportato presso la camera mortuaria del Vito Fazzi dove si sono svolti i primi esami e i primi rilievi. Dopo qualche ora il riconoscimento: si tratta di un marocchino 41enne di cui non si avevano notizie dallo scorso giugno. Il 29 la famiglia ne aveva denunciato la scomparsa in questura e si era rivolta anche all’associazione Penelope che aveva rivolto un appello per avviare le ricerche.

Nelle ore successive al ritrovamento le indagini sono state frenetiche. I carabinieri hanno ascoltato delle persone e probabilmente presto si arriverà alla svolta. Non si sa da quanto tempo il bidone fosse lì. Chi ha chiamato il 112 però sapeva del suo macabro contenuto e voleva che il corpo fosse ritrovato. Un omicidio di mafia, per le sue modalità, ma il movente potrebbe essere diverso. Il marocchino potrebbe aver dato fastidio a qualcuno, e questa è stata la sua punizione.

 

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