Morte di Gregorio Durante, il “caso Cucchi” salentino: in appello chieste 3 condanne

BARI-Hanno parlato i legali della famiglia ed il procuratore generale. Hanno chiesto la conferma della condanna per il direttore sanitalio del carcere di Trani e le condanne per due medici assolti in primo grado.

Prima udienza, a Bari, nel processo di appello per la morte in cella del giovane di Nardò Gregorio Durante, avvenuta nel 2011. Gregorio, 33 anni, era malato, soffriva di crisi epilettiche violentissime ed il suo fragile equilibrio fisico era mantenuto dall’assunzione di due farmaci: il Gardenale ed il Tolep. Quest’ultimo, a Trani, la Asl non lo passava e dall’esterno ai parenti non era consentito portarlo in carcere.

Nel novembre 2014, in primo grado, fu condannato a 4 mesi il dirigente sanitario del carcere e furono assolti gli altri quattro imputati, tutti medici. L’accusa è di omicidio colposo. La prima sentenza fu emessa dal Gup del tribunale di Trani, nel processo con rito abbreviato scelto dagli imputati. La madre e la moglie di Durante si battono da sempre chiedendo giustizia per quello che è un vero e proprio “caso Cucchi salentino”.

Gregorio è il figlio di Pippi Durante, che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio dell’assessore comunale Renata Fonte. La mamma di Gregorio ha sempre detto che è giusto che ognuno paghi le proprie colpe. E che questo, però, debba valere anche per l’omicidio -per lei volontario- di suo figlio. La prossima udienza è fissata per il 31 gennaio. Sarà la volta degli avvocati della difesa.

 

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