Angiografo fermo per un’avaria: Asl apre inchiesta interna. Ripristinato il normale funzionamento

LECCE- Asl Lecce ha deciso di aprire un’inchiesta interna per verificare le circostanze del decesso di un 37enne leccese all’Ospedale “Perrino” di Brindisi. Il paziente, infatti, era stato trasferito nella struttura brindisina l’8 dicembre scorso dal Presidio ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce, dove non era stato possibile effettuare un’angiografia per l’avaria dello strumento diagnostico.
L’angiografo della Neuroradiologia del “Vito Fazzi”, come è stato possibile evincere da una prima ricostruzione, non era fermo da un mese come riportato da alcune cronache, ma dal 2 dicembre scorso. L’attività, infatti, era già ripresa dopo la sospensione programmata per l’upgrade dello strumento, ossia l’aggiornamento tecnologico. La sera del 2 dicembre, tuttavia, si è verificata un’avaria che ha provocato il fermo-macchina negli ultimi giorni. L’angiografo, dopo l’immediata richiesta da parte della Direzione dell’Ospedale, è stato sottoposto ad un primo intervento tecnico da parte dell’azienda produttrice tra il 6 e 7 dicembre e ad uno successivo questa mattina , quando (alle 13) è stato ripristinato il normale funzionamento. Il protocollo, nei casi di avaria, prevede che i pazienti siano trasportati all’Ospedale “Perrino” di Brindisi, che è dotato di idonea strumentazione. Ed è quanto successo nel caso dello sfortunato 37enne, giunto in Pronto Soccorso con un’emorragia celebrale.

Asl Lecce, in ogni caso, ha avviato l’indagine per appurare in modo puntuale modalità e tempi in cui si sono svolti i fatti

 

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