Il bullismo 3.0 viaggia in rete, i giovani chiedono più controlli

LECCE-Un click, un monitor, una tastiera. La rete che accorcia le distanze e per la generazione 3.0 lo spettacolo è a portata di mouse. Il paradosso è che sono proprio loro, i giovani protagonisti dell’era multimediale ad opporre resistenza alle lusinghe dei social e ci raccontano di una rete che accorcia le distanze si, ma a volte diventa trappola, spettacolarizzazione di una vita alla mercè di tutti, terreno fertile per i bulli del 21esimo secolo.

Si sono costruiti così una nuova corazza, perchè anche dietro ad uno schermo calci e pugni a colpi di commenti e post fanno male, anche di più. Ma anche gli sguardi non perdonano e spesso qualche insulto gratuito di troppo.

Cosa chiedono? Un tempo sarebbe stato uno schiaffo in più. Quello che una volta diventati grandi avrebbero apprezzato. Oggi lavorano su se stessi ma qualche controllo, qualche divieto in più a loro non dispiacerebbe.Il paradosso c’è e si vede: qualche divieto in più? Meglio della libertà sfrenata. Chi di social ferisce, di social perisce. Ed è forse meglio quella felicità vissuta in solitudine, che l’amarezza condivisa in fanta-compagnia.

 

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