Evasione pari a 1,8 milioni di euro, stretta del Comune di Gallipoli su tassa di soggiorno e commercio

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GALLIPOLI- Recupero della tassa di soggiorno e delle imposte sul commercio il primo passo della controffensiva che il Comune di Gallipoli sta mettendo in piedi per combattere quella che la Corte dei Conti definisce “la più importante criticità da affrontare e risolvere”, vale a dire “l’inefficiente attività di lotta all’evasione tributaria”.
I numeri della delibera dei magistrati contabili, riferita ai bilanci del biennio 2013-2014, è molto chiara: nelle casse di Palazzo Balsamo manca all’appello 1.885.089 euro. Cifre da capogiro, perché, ad esempio, non è mai stato riscosso l’85,73 per cento del canone per l’occupazione di suolo pubblico del 2013 (111.524 euro); né il 90,94 per cento dell’Ici 2014 (321.498 euro); né il 95,93 per cento dell’Ici 2008, pari a 526.887 euro; tanto meno il 93,13 per cento di quella del 2009, anche stavolta più di mezzo milione di euro. Il sindaco Stefano Minerva mette le mani avanti: “non c’è un dissesto in vista”, chiarisce. La Corte dei Conti, tuttavia, è stata netta nel prescrivere agli amministratori attuali, comunque non responsabili della situazione pregressa, l’adozione di “ogni misura correttiva idonea a superare definitivamente le criticità rilevate”, perché queste sono “suscettibili di pregiudicare, anche in prospettiva, gli equilibri economico-finanziari dell’ente”.

Dunque, che si fa? “In questi giorni – spiega Minerva – si conclude la gara varata dall’ex commissario prefettizio per l’affidamento dell’incarico di riscossione ad una società esterna e poi stiamo lavorando per il recupero delle tasse di soggiorno e relative al commercio”.

La difficoltà, però, finora, come anche chiarito da Equitalia che attualmente è incaricata della riscossione, sta proprio nella difficoltà di stanare gli evasori e recuperare dai contribuenti le somme iscritte a ruolo, somme che nel frattempo rischiano di prescriversi, con conseguente eventuale responsabilità per danni erariali.

 

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