Prestanome nelle case popolari, stretta Procura-Comune. Sindaco: “Ci aiutino i privati”

GALLIPOLI- Un giro di vite Procura-Comune. Si passa all’azione per scovare i prestanome che abitano senza titolo nelle case popolari di Gallipoli, sottraendole a chi ne ha davvero necessità, come le famiglie che da decenni occupano abusivamente immobili pubblici, tipo l’ex mercato coperto e l’ex Villaggio del Fanciullo, sul lungomare Galilei.  Ad annunciare la stretta è il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva.

Un fenomeno che si trascina da sempre, noto e mai risolto. Ora, però, quel che si conosceva sottovoce lo sta portando a galla in maniera inequivocabile l’applicazione del protocollo per la legalità voluto dalla Prefettura di Lecce. È stato lo stesso prefetto Claudio Palomba a spiegarlo pubblicamente, quando ha annunciato che sarà mutuato su Casarano quel modello di indagine. Perché, si sa, anche la gestione degli alloggi popolari fa gola alla criminalità, poiché crea consenso.

A Gallipoli, dunque, bisognerà cominciare da un’anagrafe precisa degli inquilini, capire chi sono coloro che hanno altre proprietà e affittano le case ex Iacp, oppure vivono all’estero ma conservano la titolarità dell’abitazione per interposta persona. Oppure, semplicemente, la lasciano “in eredità”, senza requisiti, ai familiari.  La coperta è decisamente corta: se quelle case non si liberano, chi vive nel pericolo, tra le impalcature, in immobili da tempo a rischio crollo e già dichiarati inagibili, non avranno alternativa. Per questo il sindaco fa appello ai privati, perché mettano a disposizione le loro case sfitte al Comune, a canoni sociali.

 

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