Due bimbi siriani rischiano la vita. In viaggio con l’idrocefalia, sono ricoverati in ospedale

OTRANTO- Di loro ora si occuperanno i medici italiani. Dopo una lunga trasversata in mare, al freddo dell’inverno, nonostante la tenera età e la malattia, ce l’hanno fatta, ma hanno rischiato la vita. Tra i 198 migranti arrivati sabato sera nel porto di otranto, reduci da un lungo viaggio c’erano anche due bambini, piccolissimi e bisognosi di cure.
I soccorritori che attendevano l’ennesimo carico umano sulla banchina, arrivato che era ormai già buio, se ne sono accorti subito: uno dei bimbi aveva solo due mesi, e come l’altro di due anni e mezzo, era affetto da idrocefalia, un accumulo di liquido cerebrospinale nel cranio.

I due bimbi, in braccio alle rispettive giovanissime mamme, hanno affrontato il viaggio in mare come tutti gli altri. Ma appena arrivati ad otranto sono stati portati in ospedale al Fazzi e ricoverati. La mamma del bimbo di due mesi aveva con sé tutta la documentazione medica. Perché il piccolo, un siriano di etnia curda, stava per essere operato nel suo paese, poco prima della partenza. Poi però l’intervento non c’è stato, ma il neonato aveva una ferita infetta aperta in testa. Ha viaggiato così , a rischio della vita.

Ora è stato trasferito nell’ospedale Santobono a napoli ed è stato ricoverato in neurochirurgia. Idrocefalia anche per l’altro bimbo, che invece sarà probabilmente operato al Fazzi. Anche lui è stato ricoverato, nel Reparto di Pediatria. Una notte movimentata in pronto soccorso, anche per le difficoltà che si hanno a comunicare. Solo con l’aiuto di un interprete i medici e la polizia, che ha accompagnato le due mamme e i piccoli, sono riusciti a capire la storia dei due bambini, una delle tante, drammatiche, che si nascondono sui barconi in mezzo al mare.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*