Il Pd verso le Primarie, la “federazione” attende Stefano ma lui: non parlo di Lecce, non c’è ragione

LECCE- Per molti appare difficile riuscire a convincere un nome esterno che allarghi i confini della coalizione e dell’elettorato così come quasi impossibile trovare l’unità totale, come richiesto dalla segreteria regionale del Pd, per evitare la consultazione dei militanti per l’individuazione del candidato sindaco del centrosinistra. Per Lacarra il nome si dovrà definire entro la metà di gennaio e, mancando il presupposto dell’unitarietà, non si potrà procedere senza l’uso delle primarie di coalizione, cioè con candidati non solo del Pd.

Dal Pd i nomi certi sarebbero Foresio e Blasi ma spunterebbe anche quello del consigliere comunale di Lecce Sergio Signore, per i movimenti civici Fornari e forse Mola o chi per il gruppo rappresentato da questo e da Barletti e Boero.

La “ditta” , come vengono chiamati nel partito il consigliere regionale Abaterusso ed i segretari Piconese e Marra, attende l’esito del referendum per poi, in caso di vittoria schiacciante del No, imporre il nome che pur non essendo interno al Pd, e non volendo le primarie, potrebbe convincersi certo del paracadute al rimasto senato. Lacarra avrebbe detto che alcun nome sarà convalidato dal regionale con bracci di ferro nelle federazioni ma chi vuole Stefano è certo dell’operazione pur se, il protagonista, svii e dribbli ogni ipotesi con un proprio silenzio stampa che genera solo una risposta, anche stizzita , come se nulla sapesse o volesse: non parlo di Lecce e non c’è ragione per farlo.

 

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