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Attentato a Nassiriya, 13 anni dopo Trepuzzi ricorda il suo eroe sorridente in divisa

TREPUZZI-Sofia ha sei anni e non ha mai conosciuto lo zio, per onorare la sua memoria si affida ai racconti dei suoi familiari. Qui in questa scuola a Trepuzzi dedicata a lui, Alessandro Carrisi il 23enne che il 12 novembre di 13 anni fa ha perso la vita in missione di pace a Nassiriya durante un attentato, il suo ricordo è più vivo che mai ed è tramandato alle giovani generazioni.

 

Alla presenza dell’amministrazione e delle autorità militari, in queste mura che lo hanno visto bambino, ci si stringe in un grande abbraccio pieno d’orgoglio sullo sfondo dell’inno nazionale: diventare eroi, quasi per caso- raccontano i bambini- e lasciare un segno forte che diventa un messaggio di pace, anche se a caro prezzo.

La percezione di una guerra che è sempre così lontana, dietro ad uno schermo o su carta stampata, e che improvvisamente ha investito questo piccolo paese di provincia che da quel giorno non ha smesso di onorare quel giovane concittadino dal sorriso sempre pronto.

Un omaggio simbolico sulla targa che porta il suo nome e la volontà di non dimenticare, soprattutto in occasione di questo triste anniversario di una strage diventata poi ufficialmente “la Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”.

Si conclude così una mattinata, all’insegna di un passato che tramanda e consegna delle mani dei protagonisti del futuro una speranza che sa di pace.

E.Fio

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