Referendum, è guerra interna al Pd: “Isoliamo chi vota no”, “Renzi garantisca anche noi”

COPERTINO- Il referendum del 4 dicembre si trasforma in una guerra intestina al Pd. A suon anche di manifesti. Quello apparso sui muri di Copertino non è passato inosservato e scatena una polemica che giunge fino al premier Matteo Renzi.
“Isoliamo coloro i quali votano No, perché sono chiaramente al servizio dei potenti”, è l’invito con il quale si chiudono i cartelli che recano il simbolo del Partito Democratico e lo slogan ‘Basta un sì’. Sono a firma del segretario del circolo locale, Luca Rizzo, e del coordinatore del comitato per il Sì, Pietro Nestola. Apriti cielo. “Durante la manifestazione svoltasi a Roma in favore del sì – dice Adriano Tolomeo, a capo del Comitato provinciale Scelgo NO – il presidente del Consiglio/Segretario nazionale del Pd/Primo sostenitore del Sì alle modifiche costituzionali, Renzi, pare abbia affermato che ‘chi pensa che si possa solo insultare deve avere avuto una vita particolarmente difficile, a loro va il nostro abbraccio. Noi saremo da un’altra parte, a raccontare le nostre proposte e i nostri sogni’. Belle parole, degne dell’incarto di un cioccolatino”.

L’ala dei democratici dissidenti rispetto alla linea dettata dal governo chiede l’intervento degli organi di garanzia del partito, oltre che una presa di posizione ufficiale da parte dei parlamentari e sostenitori del sì. “Come cittadini – aggiunge Tolomeo – chiediamo al Capo del governo: cosa pensa dei suoi compagni di partito e sodali nella propaganda per il Sì che invitano ad ‘isolare’ chi la pensa diversamente da loro? È questa l’idea di democrazia del nostro Presidente del Consiglio?”.Per questo si chiedono provvedimenti nei confronti di chi, usando il simbolo ufficiale, ha chiaramente ricondotto al partito stesso quelle parole.

 

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