Microinfusione senza fili contro Diabete tipo 1: anche un salentino accede all’innovativa terapia

CORIGLIANO D’OTRANTO-  Contro il diabete tipo 1, l’innovativa microinfusione senza fili, una nuova pompa-cerotto senza cateteri, che permette una terapia insulinica più semplice e “su misura”. Lo sa bene Andrea D’Urso, 35enne di Corigliano d’Otranto, docente di Lingua e Letteratura francese all’Università del Salento. Dopo quasi 28 anni di terapia insulinica multi-iniettiva, frequenti punture giornaliere a orari obbligati e notevoli difficoltà nel raggiungere un controllo metabolico ottimale, Andrea, docente di lettere all’Università del Salento, è diventato il paziente numero 20.000 in Europa ad avere accesso al primo e unico microinfusore-cerotto senza cateteri, che oggi gli consente di vivere con più libertà e flessibilità, mantenendo un buon profilo glicemico.

“Secondo recenti dati ISTAT – spiega Salvatore Tanieli, Presidente Associazione Diabetici della Provincia di Lecce – sono 260mila i pugliesi colpiti da diabete; di questi, circa 20-26mila hanno un diabete tipo 1…in base al ‘Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero’ del Ministero della Salute, nei primi 6 mesi del 2015 il tasso di ospedalizzazione per diabete con complicanze ogni 100mila abitanti in Puglia era del 46,42 contro il 31,43 della media nazionale: segno di una cattiva gestione della malattia”.

Il patch pump (pompa-cerotto), invece, rappresenta un ulteriore progresso: si tratta di un piccolo dispositivo che grazie a un resistente adesivo si può indossare sotto i vestiti ed è a prova di sport e bagni in mare. Il sistema, lanciato in Italia nel 2014, è in realtà già consolidato nel mondo, dove viene impiegato da decine di migliaia di diabetici – metà dei quali in età pediatrica – da oltre 10 anni.

“Ho 35 anni e sono diabetico da quando ne avevo 7. Scoprire l’esistenza della pompa-cerotto –racconta D’Urso, Socio Fondatore dell’Associazione Diabetici della Provincia di Lecce – mi ha sbloccato, facendomi accettare l’uso del microinfusore e permettendomi di migliorare la gestione del mio diabete. Oggi i miei livelli glicemici hanno un andamento più costante, ho un maggior controllo della malattia, una vita privata e sociale più appagante”.

 

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