Grana rifiuti, 25 milioni da risarcire. Pagheranno i cittadini? Il Commissario: “Cerchiamo una soluzione”

IMMAGINE DI REPERTORIO

LECCE-25 milioni di euro: ammonta a tanto la cifra stabilita dai giudici del Consiglio di Stato come ristoro per il mancato adeguamento alle tariffe di conferimento dei rifiuti alla società Progetto Ambiente che gestisce l’impianto di cdr di Cavallino. Una vicenda giudiziaria cominciata nel 2010 dopo  che la società Cisa di Massafra, e la società Marcegaglia avevano vinto la gara per la gestione dell’’impianto di produzione di CDR a Cavallino, a servizio dell’intera Provincia di Lecce. Un impianto entrato in funzione con anni di ritardo, e questo ha portato la società a chiedere che l’Ato, che racchiudeva tutti i comuni della provincia, rivedesse le tariffe ritenendole sottodimensionate e non più corrispondenti alla cifra presentata in corso di gara.

L’Ato, presieduta dal sindaco Paolo Perrone, non ha ritenuto però di doversi adeguare e a fronte dei diversi ricorsi al Tar da parte della società, ha preso tempo, confidando in una sentenza a suo favore da parte del consiglio di stato che invece non c’è stata. Ora i nodi arrivano al pettine. E i 25 milioni di euro dovranno essere pagati entro 60 giorni senza possibilità si dilazione. Cosa accadrà? A farne le spese saranno i comuni e quindi i cittadini.

Il nuovo Commissario dell’ Agenzia Regionale sui rifiuti, Gianfranco Grandaliano, nominato dal presidente Emiliano è chiaro: la questione riguarda l’ex Ato, noi non possiamo che attrezzarci adeguando le tariffe al futuro. I comuni della provincia di Lecce quindi avrebbero dovuto pensarci prima. La cifra è considerevole. “Non ce ne laviamo le mani -dice Grandaliano, ma chi pagherà ora? Se la palla passa ai comuni la questione ricadrà sui cittadini. “Sono ottimista-dice il Commissario- una soluzione la troveremo”.

 

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