Carcere, la guerra dei sindacati “senza agenti, bloccare apertura sezione psichiatrica”

LECCE-  Stavolta si sono seduti tutti allo stesso tavolo, tutti e sette i sindacati che a Lecce rappresentano la polizia penitenziaria. Perché la vertenza non è da poco: “impedire a tutti i costi l’apertura della sezione psichiatrica, almeno fino a quando non arriveranno rinforzi del personale pari ad almeno 50 unità”.
Tante ne servirebbero per gestire il nuovo polo da 20 posti letto, uno dei più grandi d’Italia e unico in Puglia: dovrà sorgere lì, dietro quei cancelli, alla destra delle attuali sezioni. E dovrebbe essere inaugurato a novembre, almeno stando a quanto fatto sapere dal provveditore Carmelo Cantone. A lui ha inoltrato richiesta di altrettanto personale anche l’amministrazione della casa circondariale di Borgo San Nicola. Ma non ci sono risposte al momento, almeno per quanto noto ai sindacati.

In una conferenza stampa congiunta, le organizzazioni lo hanno ribadito: dopo aver interrotto il 20 settembre le relazioni sindacali, non sono mai stati convocati per un confronto e si ritengono “snobbati”. Perché quella della sezione psichiatrica è solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di turni massacranti, carenza di personale, mancata sicurezza. Un esempio tra gli altri: il collega rimasto coinvolto nel conflitto a fuoco durante l’evasione dell’ergastolano Fabio Perrone è stato congedato, dopo essere stato ferito alla gamba.

Il nodo è chiaro: con l’apertura del nuovo blocco, “decisa unilateralmente”, si ritiene che diventerà ancora più precaria la situazione all’interno delle altre sezioni, oltre alla gestione delle traduzioni all’esterno. È come la coperta di Linus: copri da un lato e scopri dall’altro. Perché i numeri parlano chiaro: nel 2014, la pianta organica è stata ridotta da 767 a 715 agenti, ma anche rispetto a quest’ultima configurazione continuano a mancare all’appello 114 unità. Cioè, tolti i 76 agenti che si occupano delle traduzioni e piantonamenti, a gestire i 950 detenuti presenti nel penitenziario leccese ci sono 525 agenti, il 44 per cento dei quali ha un’età media molto alta. 

 

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